Di solito, la domanda più scontata ed ovvia che si rivolge ad una studentessa o ad uno studente, in procinto di concludere gli studi scolastici, è la seguente “Cosa vuoi fare da grande nella vita”?
Una domanda non sempre rivolta con intento inquisitorio, anzi spesso indirizzata dagli adulti in modo affettuoso per provare a capire come orientare le scelte post-diploma: continuare a studiare iscrivendosi all’Università (dove? in quale corso di laurea? vicino o lontano da casa?); provare a cercare un lavoro; maturare un’esperienza di tirocinio o di stage (anche all’estero) per acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro e delle professioni; frequentare un corso di specializzazione o un ITS; avviare la propria impresa.
Domanda importante, non c’è dubbio. Spesso però imbarazzante per la persona cui è rivolta, anche perchè non è infrequente che, specie da giovani, le idee siano inizialmente poco chiare. E poi, sinceramente parlando, come si fa a capire cosa voler “fare da grande” quando il mondo delle professioni e del lavoro cambia ad una velocità pazzesca?
Proviamo ad immaginare se invece la domanda fosse un’altra. Ovvero: “Cosa vuoi fare di grande nella vita?”
Di sicuro, una domanda che pochi farebbero o avrebbero il coraggio di fare, ma forse è quella che studentesse e studenti vorrebbero davvero che fosse loro rivolta, per iniziare a tratteggiare le scelte di oggi e quelle di domani con spirito diverso, più autentico, più aperto al mondo.
