• “Unica” e il “Capolavoro” degli studenti dell’ultimo triennio della scuola secondaria di secondo grado: come realizzarlo?

    tratto da Orizzonte Scuola

    Continuiamo il viaggio sulla piattaforma “Unica” cercando di rispondere alle numerose domande di chiarimento che giungono a questa redazione e che, stavolta, riguardano proprio le funzionalità relative all’area Capolavoro. Funzionalità che ribadiamo sono attualmente disponibili solo per le studentesse e gli studenti dell’ultimo triennio della scuola secondaria di secondo grado. E non già per gli altri studenti. Ma di cosa stiamo parlando nello specifico e come rappresentare la sua utilità agli studenti? Specie a quelli che, all’ultimo anno, hanno la possibilità di accedervi una sola volta nella vita?

    Prodotto di qualsiasi tipologia che l’alunno ritiene maggiormente rappresentativo

    Il capolavoro è un prodotto di qualsiasi tipologia che l’alunno ritiene maggiormente rappresentativo dei progressi e delle competenze che hai sviluppato. Riveste un ruolo importantissimo nel percorso di autovalutazione e orientamento e allora, per sceglierlo, è importantissimo fare un’accorta valutazione critica, grazie alla quale è possibile individuare, riflettendo a tutte le attività svolte, un prodotto che si ritiene essere particolarmente significativo e emblematico delle competenze sviluppate.  

    L’aiuto da richiedere a docenti e tutor

    A chi deve chiedere aiuto e supporto lo studente? Ma naturalmente il supporto per individuare il capolavoro è necessario richiederlo ai docenti di classe o al docente tutor che ti è stato assegnato. È possibile accedere alla sezione Capolavoro usando il collegamento “Vai alla sezione” in corrispondenza del riquadro Capolavoro.

    È possibile, inoltre, selezionare la voce “E-Portfolio” nella barra di navigazione e poi cliccare su “Capolavoro”.

    Come avviene il caricamento del capolavoro dello studente?

    La prima importante domanda che lo studente e i docenti devono porsi è “come avviene il caricamento del capolavoro?” Per cominciare il processo di caricamento del capolavoro scorri l’E-Portfolio fino alla sezione Capolavoro e seleziona “Aggiungi capolavoro”. Per ciascun anno scolastico è necessario caricare almeno un capolavoro. Per farlo, si ha tempo fino al termine delle attività didattiche. È possibile, inoltre, caricare fino a un massimo di tre capolavori per anno scolastico. In questa fase è possibile salvare i capolavori in stato di bozza. Presto sarà possibile confermarli per salvarli in modo definitivo nell’E-Portfolio. Selezionare il bottone “Carica capolavoro” dalla schermata dedicata all’inserimento e consultazione dei capolavori.

    Quali informazioni inserire?

    Nel primo passaggio è necessario inserire le informazioni per descrivere il capolavoro. Come prima cosa scegli un titolo che identifichi il tuo capolavoro, subito dopo seleziona il tipo di attività da cui è nato. È possibile scegliere – come suggerisce “Unica” – tra:

    • attività in campo matematico, scientifico, tecnico, tecnologico;
    • attività motorio/sportive;
    • attività di cittadinanza attiva e di volontariato;
    • attività in campo letterario;
    • attività nel campo delle lingue straniere;
    • attività professionali;
    • attività culturali e artistiche attività nel campo della comunicazione;
    • attività musicali e/o coreutiche;
    • altre attività, se il capolavoro non rientra in nessuna delle precedenti attività.

    In che ambito è stato realizzato il capolavoro?

    Eseguita questa procedura, è necessario selezionare (dunque, dichiarare) se il capolavoro è stato realizzato in ambito scolastico o extrascolastico e, inoltre, se è stato realizzato in modalità individuale o di gruppo. Poi aggiungi una descrizione che illustri in cosa consiste il tuo capolavoro. Se il capolavoro o una sua presentazione è disponibile online, sarebbe utile provvedere ad inserire un link esterno e un documento che racconti con testo e/o immagini il capolavoro e il percorso che si è seguito per realizzarlo. In tal caso, nel passo successivo sarebbe necessario caricare un documento che racconti magari utilizzando un testo e/o immagini il capolavoro e il percorso che si è seguito per realizzarlo. Servirà a garantire la possibilità di consultare il capolavoro dello studente nel tempo anche qualora il link non funzionasse più. Infine, sarebbe utile (forse, meglio, necessario) motivare la scelta che ha portato l’alunno a indicare proprio quel prodotto come capolavoro. Una volta compilati tutti i campi obbligatori, segnalati dall’asterisco, è possibile procedere al passo successivo selezionando la voce “Avanti”. Dunque, è possibile caricare gli allegati del capolavoro. La dimensione massima degli allegati è di 5 MB in totale ed è necessario caricare almeno un allegato per ciascun capolavoro. Una volta caricati gli allegati, è possibile procedere al passo successivo selezionando la voce “Avanti” come suggerisce Unica.

    Selezionare le competenze che ritieni di aver sviluppato

    Al terzo passo è necessario selezionare le competenze che si ritiene di aver sviluppato durante lo svolgimento del tuo capolavoro. È possibile associare una o più competenze al capolavoro, senza alcun limite massimo. Per scegliere quali competenze associare al tuo capolavoro, prova a riflettere su quale o quali competenze emergono da esso. È possibile scegliere tra:

    • competenza alfabetica funzionale;
    • competenza multilinguistica;
    • competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria;
    • competenza digitale;
    • competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare;
    • competenza in materia di cittadinanza; 
    • competenza imprenditoriale;
    • competenza in materia di consapevolezza ed espressioni culturali.

    Se non si riesce a indicare nessuna competenza specifica, selezionare, come specifica Unica, “Non sono in grado di indicare la competenza che ho sviluppato”. In questo caso è necessario indicare cos’altro si ritiene che emerga dal capolavoro. Una volta fatto questo, è possibile procedere verso l’ultimo passo selezionando la voce “Avanti”.

    Riepilogo delle informazioni

    Solo terminato il caricamento è possibile consultare il riepilogo delle informazioni inserite per il capolavoro. Se è necessario correggere qualche informazione o semplicemente fare delle modifiche, selezionare la voce “Modifica” in corrispondenza del gruppo di informazioni che è necessario modificare. Salvando il capolavoro si accetta quanto previsto dall’articolo 9 dei “Termini e Condizioni per l’uso della piattaforma Unica” circa i diritti di proprietà intellettuale che trovi nella pagina di riepilogo delle “informazioni sul capolavoro”. Se le informazioni sono corrette e si vuole salvare quanto fatto finora, seleziona “Salva in bozza”: il salvataggio definitivo del capolavoro nell’E-Portfolio sarà possibile prossimamente. Nel frattempo, finché è in bozza, è possibile modificare liberamente il capolavoro.

    Riflessioni

    Finito il caricamento del capolavoro l’alunno – come specifica Unica – ha la possibilità di aggiungere le riflessioni.  In questa sezione, è possibile scrivere osservazioni sul percorso formativo che si è svolto oppure considerazioni sui capolavori che hanno aiutato l’alunno a comprendere meglio le inclinazioni, anche a seguito di riflessioni a distanza di tempo.

  • E-portfolio e tutor per la maturità: come funzionano?

    Novità per la maturità: i tutor aiutano gli studenti a preparare l’e-portfolio e a organizzare i lavori da portare all’esame. Ecco come funziona

    Clicca qui per proseguire la lettura dell’articolo pubblicato su Donna Moderna

  • La cultura del Capolavoro

    Articolo pubblicato da Rosario Faraci sul quotidiano La Sicilia del 14 marzo 2024

    Pensiamo spesso al termine capolavoro come sinonimo di opera straordinaria, eccellenza suprema, realizzazione senza pari. Ad esempio, in ambito artistico, letterario o musicale. Ma capolavoro ha un significato ancora più pregnante della eccezionalità.

    Nella sua accezione originaria, in epoca tardomedievale era quel manufatto che, realizzato con non poca fatica, segnava l’avanzamento della formazione del garzone che, avendo iniziato prima come apprendista, si accingeva a diventare finalmente un maestro artigiano. Per unanime riconoscimento dei maestri più anziani che in quell’opera riscontravano i requisiti tecnici ed estetici richiesti dalla specializzazione dei loro mestieri.

    La realizzazione del capolavoro segnava una sorta di rito di passaggio, tipico delle corporazioni, verso l’autonomia professionale; il masterpiece, si direbbe con linguaggio moderno, era l’opera maestra con cui il giovane artigiano poteva dimostrare agli altri le abilità, le competenze e le tecniche apprese, ma anche far conoscere il proprio modo d’essere. In un’ideale staffetta con le generazioni successive, il giovane artigiano divenuto maestro poteva rappresentare a sua volta un riferimento per altri.

    Ora, non per fare viaggio a ritroso perché la retrotopia non è nelle nostre corde, ma nella società attuale si è persa la cultura del capolavoro. Anzi, è derubricata spesso alla stregua dell’inutilità, perché ciò che conta è altro. A prevalere è la logica dei risultati a tutti i costi che sposta l’enfasi sul “quanto”, sull’elencazione delle cose da fare e sulla enumerazione delle cose fatte anziché sul “come” e sul “perché”. I quali, nella cultura artigianale, erano tanto importanti, anzi forse di più, del “cosa”.

    Il termine capolavoro però ogni tanto resuscita.

    Nelle nuove linee guida sull’orientamento scolastico, in vigore a partire da settembre scorso, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha introdotto il capolavoro nel cosiddetto “e-portfolio” digitale – la raccolta di documenti che dimostrano lo sviluppo e l’apprendimento individuali di abilità e competenze. In vista degli esami di maturità, studentesse e studenti potranno scegliere tra una o più esperienze svolte a scuola nel triennio e indicarla come opera maestra provando a spiegarne il “come” e il “perché”. Potranno selezionare esperienze maturate in ambito scolastico, durante il percorso di apprendimento delle discipline oppure nei PCTO, che hanno preso il posto dei vecchi progetti di alternanza scuola-lavoro. Maturande e maturandi potranno richiamare qualcuna tra le esperienze più significative svolte anche in ambito extrascolastico, come ad esempio la partecipazione ad un torneo nazionale di sport per studenti, una gara nazionale di matematica o il certamen, una competizione di traduzione dal latino.

    L’obiettivo sotteso a questa novità, che ovviamente non trova mai tutti concordi specialmente fra i docenti, è recuperare nei giovani la consapevolezza di aver fatto qualcosa che, per un certo periodo di tempo, ha segnato la loro formazione, potenziando e sviluppando capacità, modi di essere, abilità che, sebbene ancora allo stadio di “competenze per la vita” potranno rappresentare più avanti anche “competenze per l’impiegabilità” nel mondo del lavoro e delle professioni.

    Ad esempio, l’esperienza che i giovani liceali stanno facendo con il quotidiano La Sicilia, occupandosi ogni quindici giorni dell’inserto SocialComic, potrebbe essere menzionata tra i capolavori e trovare posto nell’ e-portfolio digitale di competenze ed abilità individuali.

    Nella realizzazione di un articolo di giornale, infatti, non si deve dimostrare la bravura in italiano, ma – attraverso una buona padronanza dello scritto nella lingua madre – si sviluppano soprattutto le competenze di analisi e documentazione, il fact checking, la capacità di storytelling e via discorrendo. Inoltre, si potenzia pure la capacità di “team building”, il gioco di squadra, che è tanto importante nel mondo del lavoro. Può darsi che tra le ragazze e i ragazzi ci saranno i futuri giornalisti del domani, ma comunque l’esperienza formativa del “giornalino” dentro il quotidiano ha tutti i titoli per rientrare tra le opere magistrali.

    Recuperare dunque la cultura del capolavoro. Nello studio, e poi nel lavoro, nelle professioni, perfino in politica. Non servono facili e sbrigativi risultati. Occorrono attività di impatto che comportano fatica, sudore e disciplina, valori mai desueti. E sviluppano pure un metodo, sempre utile a futura memoria.

  • Cosa vuoi fare “di grande” nella vita?

    Cosa vuoi fare “di grande” nella vita?

    Di solito, la domanda più scontata ed ovvia che si rivolge ad una studentessa o ad uno studente, in procinto di concludere gli studi scolastici, è la seguente “Cosa vuoi fare da grande nella vita”?

    Una domanda non sempre rivolta con intento inquisitorio, anzi spesso indirizzata dagli adulti in modo affettuoso per provare a capire come orientare le scelte post-diploma: continuare a studiare iscrivendosi all’Università (dove? in quale corso di laurea? vicino o lontano da casa?); provare a cercare un lavoro; maturare un’esperienza di tirocinio o di stage (anche all’estero) per acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro e delle professioni; frequentare un corso di specializzazione o un ITS; avviare la propria impresa.

    Domanda importante, non c’è dubbio. Spesso però imbarazzante per la persona cui è rivolta, anche perchè non è infrequente che, specie da giovani, le idee siano inizialmente poco chiare. E poi, sinceramente parlando, come si fa a capire cosa voler “fare da grande” quando il mondo delle professioni e del lavoro cambia ad una velocità pazzesca?

    Proviamo ad immaginare se invece la domanda fosse un’altra. Ovvero: “Cosa vuoi fare di grande nella vita?”

    Di sicuro, una domanda che pochi farebbero o avrebbero il coraggio di fare, ma forse è quella che studentesse e studenti vorrebbero davvero che fosse loro rivolta, per iniziare a tratteggiare le scelte di oggi e quelle di domani con spirito diverso, più autentico, più aperto al mondo.

  • L’e-Portfolio in vigore dall’a.s. 2023-24

    L’e-Portfolio in vigore dall’a.s. 2023-24

    Cosa è l’e-Portfolio e quali sono i suoi benefici

    Attraverso la piattaforma ministeriale Unica (clicca qui per scaricare la guida a disposizione dello studente), l’e-Portfolio è uno strumento digitale che raccoglie tutte le informazioni sul percorso scolastico degli studenti, sulle competenze maturate negli anni e sulle esperienze formative svolte.

    Lo strumento evolve insieme agli studenti, accompagnandoli nel percorso di crescita personale e aiutandoli a individuare i punti di forza e le aree di miglioramento

    Lo scopo dell’e-Portfolio è, dunque, favorire l’orientamento degli studenti aiutandoli a compiere le scelte più in linea con le proprie attitudini e aspirazioni

    Come è strutturato l’e-Portfolio?

    L’e-Portfolio è strutturato in cinque sezioni (vedi qui un esempio)

    • Percorso di studi, che riporta tutte le informazioni necessarie a ricostruire il percorso di studi degli studenti, incluse quelle relative ai moduli di orientamento formativo;
    • Sviluppo delle competenze, che permette di seguire i progressi compiuti a seguito dello svolgimento di attività in ambito scolastico ed extrascolastico, nonché di eventuali certificazioni conseguite dagli studenti;
    • Capolavoro, in cui sono caricati e archiviati i capolavori selezionati dagli studenti e le eventuali riflessioni relative al percorso svolto o ai capolavori realizzati;
    • Autovalutazione, in cui gli studenti, a partire dal terzo anno della scuola secondaria di primo grado, possono autovalutare le competenze maturate ed inserire riflessioni in chiave valutativa, autovalutativa e orientativa sul percorso svolto;
    • Documenti, che contiene la Certificazione delle competenze, una volta resa disponibile dalla scuola, il Curriculum dello studente rilasciato al superamento dell’esame di Stato del secondo ciclo e il Consiglio di orientamento che sarà reso disponibile dall’a.s. 2024/2025.

    Chi può accedere all’e-Portfolio?

    L’e-Portfolio è accessibile tramite login alle seguenti categorie di utenti:

    • studenti delle scuole secondarie di primo grado e del primo biennio delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, in base alle scelte autonome della scuola;
    • studenti degli ultimi tre anni delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie;
    • i loro genitori o persone che esercitino la responsabilità genitoriale;
    • dirigenti scolastici e coordinatori per le scuole paritarie;
    • docenti abilitati dalla segreteria scolastica;
    • docenti con funzioni di tutor;
    • personale amministrativo delle istituzioni scolastiche
  • Ma tu sei un talento ribelle?

    Ma tu sei un talento ribelle?

    La ricercatrice italiana ad Harvard Francesca Gino ha scritto nel 2019 un interessante libro dal titolo Talento Ribelle. Da dove si riconosce una persona se possiede un talento ribelle?

    Ecco le cinque caratteristiche:

    Una persona aperta sempre alla novità

    Una persona curiosa che si chiede sempre “perchè”

    Una persona che ha una prospettiva, cioè capacità di scorgere il mondo con gli occhi degli altri

    Una persona che valorizza la diversità, sfidando certi ruoli sociali stereotipati per raggiungere quanti sono “differenti”

    Una persona autentica in tutto ciò che fa, rimanendo aperta e vulnerabile per entrare in contatto con gli altri e imparare da loro

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